A Penne si rende omaggio alla terra e ai suoi frutti

Tutte le città italiane dedicano una mattina a settimana ad un mercato cittadino che ripercorre il commercio di una volta, dove è possibile acquistare beni di diverso genere, dagli alimenti all’abbigliamento, dal fai da te ai beni per la persona. Il giorno designato a Penne è il sabato, momento in cui il paese si popola, sin dal sorgere del sole, di cittadini provenienti dalle diverse aree del circondario, che danno il via all’incontro tra la domanda e l’offerta. Un componente indispensabile è il reparto contadino, che si svolge nella struttura coperta sita sopra i parcheggi multipiano, tutte le mattine dal lunedì al sabato, e si arricchisce nell’ultima giornata.

Proprio come quando non ancora esistevano i centri commerciali, le vie del centro storico prendono vita e ospitano chi, ora come allora, ha dedicato la propria vita al commercio itinerante. Tra di loro è possibile trovare chi delocalizza il proprio negozio fisico e chi, invece, mette in vendita il frutto del proprio lavoro manuale. Un’unica pecca è stata però riscontrata: l’impossibilità di partecipare e di “accaparrarsi le primizie” da parte di chi lavora tutte le mattine. Per porre rimedio a tale mancanza, da un paio di anni, il comune di Penne ha messo a disposizione un secondo mercato contadino, che si svolge tutti i mercoledì pomeriggio dalle 14.00 alle 19.00 presso la Piazzetta XX Settembre (conosciuta anche come Piazzetta del leone). Nonostante il lungo periodo di tempo in cui è presente, sono ancora in molti ad ignorarne l’esistenza, eppure i contadini “eroi” non demordono, e portano le proprie prelibatezze in mostra sotto il palazzo del Municipio. E’ possibile trovare frutta, verdura, uova, olio e conserve, prodotti genuini e stagionali da gennaio a dicembre. Un’occasione di considerevole importanza per gli amanti della qualità che, a causa degli impegni lavorativi, fanno difficoltà ad acquistare gli alimenti direttamente dai produttori locali, tanto importanti per la salvaguardia della nostra salute e delle tradizioni del nostro territorio.

 

Francesca Di Giovanni