La sorte del presidio ospedaliera San Massimo con sede a Penne continua a mutare e a passare di mano in mano. Anche ad agosto, mese delle tanto anelate ferie, gli attori del suo destino sono impegnati per evitare che perisca.

L’ultima manovra tentata dall’amministrazione comunale è quella di far ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per evitare che venga declassato a presidio di zona disagiata. Questo, infatti, significherebbe subire delle grosse restrizioni, come ad esempio la diminuzione dei posti letto da 80 a 24 (la cui destinazione sarebbe prevalentemente medica), la limitazione delle aree chirurgiche (dunque eliminare i settori specifici come otorinolaringoiatra, urologia, oncologia, nefrologia e tutti gli altri, per mantenere attive solo le classiche come ortopedia) e, inevitabilmente, i tagli al personale impiegato. Una grave perdita non soltanto per il comune in cui è situato, ma per tutta l’area circostante, che comprende una grande fetta della provincia di Pescara e una parte del teramano, con particolar riguardo per le zone montane, i cui abitanti hanno gravi difficoltà a raggiungere gli altri ospedali della regione. Un esempio fra tutti è il caso dei parti avvenuti a seguito della chiusura del punto nascite, direttamente nelle abitazioni o lungo il percorso per il raggiungimento di Pescara. «Il punto nascite di Penne è stato chiuso per mettere in sicurezza il nascituro e la sua mammaspiega il sindaco Mario Sempronima è pur vero che le nostre strade attualmente sono in condizioni drammatiche e, con l’arrivo della stagione invernale, la viabilità diventerà un fattore ancor più critico».

Tante sono le motivazioni a favore del mantenimento attivo del nosocomio, le cui conseguenze si ripercuoteranno non soltanto sui pennesi e i loro corregionali, ma anche sui turisti che popolano numerosi il nostro territorio e sugli stranieri che hanno investito sulla nostra terra, in quanto certi dei servizi di cui poter usufruire in seguito all’acquisto della loro abitazione immersa nel verde. Una lunga ed estenuante lotta che si porta avanti da tempo e, nonostante le azioni già intraprese, non ancora vede una rosea conclusione. «Noi abbiamo cominciato a dar importanza al caso sin dal periodo precedente all’insediamento in comune, dedicandogli un intero punto della campagna elettorale. – riprende il primo cittadino di Penne – Fino ad oggi abbiamo contattato l’Assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, abbiamo incontrato il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ed ora abbiamo richiesto anche il supporto dello studio legale Di Tonno, che al momento è impegnato con lo studio del caso per poterci consigliare come agire al meglio con il TAR».

Un’azione che si spera sia decisiva, pur mantenendo vivo l’auspicio che i contatti intrapresi in precedenza agiscano prima del ricorso. Data l’importanza della problematica a lungo raggio, nel frattempo, è stato fissato un consiglio comunale straordinario per il giorno 30 Agosto, momento in cui interverranno anche i sindaci dei paesi compresi nell’area di competenza sanitaria.

Francesca Di Giovanni