imageMinacce in costante aumento per i pennesi che, dopo l’incertezza del servizio sanitario, dovranno affrontare anche quella dell’istruzione. Il recente terremoto che ha colpita il centro Italia lo scorso 24 agosto, infatti, ha aumentato i deficit di molte strutture cittadine, tra cui il già pericolante Istituto Comprensivo Mario Giardini.

Una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno quella della chiusura della sede scolastica di elementari e medie sita in via Caselli, che è stata ufficializzata da un’ordinanza del sindaco di Penne divenuta operativa oggi, lunedì 5 settembre. Il timore è tanto, specie in vista del vicinissimo inizio dell’anno scolastico e, accanto ad esso, la rabbia di chi è rimasto all’oscuro fino ad ora. La comunicazione è stata fatta soltanto lo scorso 2 settembre, rendendo pubblica direttamente la decisione presa dall’amministrazione comunale. Si tratta di uno sgombero preventivo, effettuato a seguito di numerosi fatti ritenuti significativi per la commissione che ha giudicato l’elevato rischio; personale, insegnanti ed alunni verranno spostati presso le altre sedi scolastiche della città, principalmente la Laura Ciulli Paratore di via Verrotti e la Giuseppe Vanni di via Caselli.

«Nel 2011 erano già state fatte delle costosissime prove sull’edificio, per verificarne la consistenza ai fini della sicurezza ed i risultati erano dei coefficienti molto bassi, indice di un elevato rischio. In vista di ciò e del fatto che il tempo ed i recenti avvenimenti non hanno di certo giovato sulla struttura, anzi hanno potuto solo peggiorarla, abbiamo ritenuto superfluo ripetere esami che sarebbero andati a riprovare quanto detto. Tenuto conto di questo e dell’invito della Prefettura rivolto a tutti i comuni di utilizzare solo edifici più sicuri, si è scelto di evacuare la scuola. – spiega il vice sindaco Vincenzo Ferrante, responsabile comunale di infrastrutture e lavori pubblici – Sappiamo che non è facile spostare circa 400 entità, ma appellandoci alla nostra sensibilità abbiamo deciso di prediligere edifici più sicuri (basti pensare che altri istituti sono stati di recente ristrutturati). Una volta messe in sicurezza le vite umane, il nostro prossimo passo sarà quello di valutare se demolire e ricostruire la scuola o se ristrutturarla al meglio». Un provvedimento, dunque, che si appoggia alla perizia tecnica effettuata dall’ingegner Marcello Colasanti nel 2010, da cui emergono criticità strutturali, tra cui “scadenti prestazioni di calcestruzzo al di sotto dei limiti di normativa”.

Sono molti i dubbi da parte dei genitori dei numerosi bambini, che da diverse zone dell’area vestina si dovranno dirigere quotidianamente verso l’apprendimento. Ma loro non sono gli unici a sentirsi incerti a riguardo: «Noi dell’opposizione abbiamo scoperto di quanto sarebbe avvenuto dalla stampa. – dice Ennio Napoletano, capogruppo del PD – Ritengo sia una scelta azzardata in quanto si basa su decisioni prese 6 anni fa e, ad oggi, nessun documento recente è disponibile per dare una motivazione valida alla scelta. Abbiamo 5 scuole a Penne e tutte sono potenzialmente a rischio: la più colpita dal sisma del 6 aprile 2009 è stata la sede del liceo artistico Mario dei Fiori, mentre la Laura Ciulli Paratore è stata sottoposta ad un intervento di ristrutturazione solo per un terzo della struttura. Inoltre, c’è da dire che il Comune ha fondi disponibili per intraprendere lavori di messa in sicurezza su tutte e 5 gli edifici. La dislocazione creerà un grave disagio ai bambini e ai genitore, e l’amministrazione comunale dovrà dar loro delle spiegazioni a riguardo».

Le deficienza di informazione è stata riscontrata anche dal Movimento 5 stelle, il cui capogruppo Luca Falconetti ha dichiarato: «Noi non sappiano nulla più di quanto sappia già tutta la cittadinanza, attraverso le informazioni trapelate e i documenti resi pubblici dal Comune. C’è stata una grave carenza di comunicazione da parte dell’amministrazione comunale, e questo ha portato dei disagi principalmente alla popolazione. Noi abbiamo provveduto nell’immediato a chiedere la documentazione relativa il fatto e ci stiamo impegnando per approfondire la faccenda. Ora vorremmo andare a fondo e chiedere la verifica di tutte le strutture pubbliche, a partire dalle restanti sedi scolastiche». L’unica certezza, al momento, è che tra pochi giorni si torna in aula, ed alcune di esse saranno sovraffollate mentre altre deserte.

Francesca Di Giovanni