Palazzo Caracciolo deve tornare in vita. È questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale di Penne guidata dal sindaco Mario Semproni. L’idea è quella di un welfare innovativo per Penne: la divulgazione di attività culturali in armonia con la natura, attività intellettuali o artistiche come la lettura, la scrittura o la pittura per singoli o per gruppi sotto un tiepido sole o l’ombra di un albero. “Un fiore all’occhiello per l’intera Regione – afferma l’assessore al patrimonio, Gilberto Petrucci  potrebbe essere rappresentato dalla rinascita dello storico palazzo Caracciolo di Penne”. Un edificio con annesso parco, un giardino principesco con 41 specie arboree ed arbustive che si estende su un terreno in pendio di circa due ettari, situato nel cuore del centro storico pennese. Un importante studio del presidente di Italia Nostra, Antonio Di Vincenzo, ne dimostra l’importanza culturale e sociale a livello nazionale. “L’edificio – continua l’assessore Petrucci – che ospitava la Comunità Montana, appartiene alla Regione e, in tempi di spending rewiev, rappresenterebbe una “casa” ideale per la biblioteca regionale di Penne, attualmente chiusa. Sarebbero eliminate le “barriere architettoniche” che hanno costituito una perdita di chance per disabili, anziani, mamme con bambini in tenera età per una fruizione consona dei servizi bibliotecari. Auspichiamo – conclude l’assessore Petrucci – che i custodi della cultura della Regione Abruzzo possano sostenerci e supportarci in questo meraviglioso e possibile progetto”. A breve, il consigliere regionale delegato alla cultura, Luciano Monticelli, visiterà le strutture pennesi.

di Francesco Bellante