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Tutti uniti per difendere l’ospedale San Massimo di Penne. Ieri mattina, alle 10, le porte della sala consiliare del Comune di Penne si sono aperte per un incontro tra i sindaci del comprensorio vestino e circa 200 cittadini. Il tavolo di lavoro, promosso su iniziativa del gruppo di protesta “Salviamo l’ospedale di Penne”, è stato molto sentito e partecipato. Oltre al sindaco di Penne, Mario Semproni, hanno preso parte i sindaci di Loreto Aprutino, Farindola, Collecorvino, Picciano, Montebello di Bertona e gli assessori delegati dei Comuni di Elice e Vicoli. L’idea è quella di iniziare una forma di protesta condivisa, quanto più popolare e che veda in prima linea tutti i sindaci del comprensorio vestino. A breve il movimento di protesta, sostenuto dai sindaci, dovrebbe organizzare un corteo in difesa del San Massimo sotto gli uffici della Regione Abruzzo, ma non sono escluse azioni più eclatanti come la riconsegna delle fasce dei sindaci al presidente della Repubblica. L’ospedale di Penne, intanto, nei mesi di luglio e agosto vedrà l’accorpamento provvisorio dell’area medica e, nel prossimo futuro, in attesa anche che il TAR si esprima sul ricorso presentato dal Comune di Penne, si prepara a diventare un ospedale di area disagiata. Da ospedale di base ad ospedale di area disagiata, con i posti letto che passeranno da 85 a 36.

di Francesco Bellante