RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Se non fosse una questione seria, mi verrebbe da ridere per il patetico tentativo di arrampicarsi sugli specchi che il sindaco Semproni sta mettendo in atto.” Esordisce il segretario del Partito Democratico pennese, Andrea Vecchiotti, che prosegue: “Un comunicato, tra l’altro, pieno di offese, inesattezze, più o meno rilevanti, ed anche contraddizioni con quanto affermato dal sindaco Zaffiri, che conferma l’aumento di 5.000€ all’amministratore delegato, definendolo “poca roba”. Partendo proprio dal riferimento legislativo (art. 11, comma 6 del Dlgs 175/2016) che prevede un limite MASSIMO per i compensi da corrispondere agli amministratori di società pubbliche, sulla base di criteri di trasparenza ed oggettività. Nessun incremento “obbligatorio” come paventato dai sindaci Zaffiri e Semproni, che tra l’altro non sono nemmeno in accordo sulla cifra di questo aumento perché uno dichiara che è di 30€, l’altro di 35€ (che corrisponderebbe all’aumento del 10% votato dai sindaci Semproni e Zaffiri). Inoltre se fosse questo l’importo aumentato, vorrebbe dire che il compenso degli amministratori sarebbe di 300€, mentre in realtà è molto più consistente. Piuttosto, dicano quali criteri e parametri abbiano utilizzato nello stabilire i compensi.” Continua Vecchiotti: “Inoltre con la loro affermazione, presuppongono che il sindaco di Loreto (che ha votato contro l’aumento, ndr) sia andato contro la legge da loro citata?”.
Incalza il giovane segretario: “Non mi pronuncio sull’incremento dei compensi agli amministratori dell’ACA perché sul tema ha già preso parola il consigliere Camplese, membro della maggioranza del sindaco Semproni, che ha ricordato come sia stato anche il vicesindaco Ferrante a votare favorevolmente all’aumento, senza nemmeno consultarsi con la propria maggioranza. Il sindaco Semproni pensasse ai propri caminetti interni, altrimenti rischia di bruciarsi. Sicuramente non sono Zaffiri e Semproni a poter pontificare sul mio ruolo all’interno del PD, ma possono farlo solo gli iscritti e questi mi hanno confermato, all’unanimità, la loro fiducia i giorni successivi al 4 marzo, probabilmente ho sbagliato nel non rendere pubblico questo passaggio. Almeno io non ho paura di dichiarare il mio partito di appartenenza, mentre il sindaco Semproni resta comandato da Forza Italia e Lega. Sono anche stufo del metodo utilizzato sovente dal gruppo Penne Viva nel dichiararmi un burattino, facciano i nomi ed i cognomi di chi sarebbero i miei burattinai invece di fare queste continue minacce ed illazioni. I sindaci Semproni e Zaffiri facciano chiarezza anche sulla questione dismissione quote di partecipazione Vestina Gas: a che punto si trova la trattativa? E con quale società si sta portando avanti? Chi fine hanno fatto le 5 imprese che avevano manifestato interesse durante il bando? Chi ha contatto la AIM alla trattativa privata? Quali altre aziende sono state contattate? Inoltre, il decreto Madia prevede una dismissione totale, mentre il Comune di Penne resta in possesso di un 5% di quote. Che fine ha fatto la parcella di 100.000€ per lo studio Brancadoro? Il sindaco Semproni non conosce nemmeno i componenti del proprio consiglio comunale, altrimenti saprebbe che Giovanni Severo non è un tesserato del PD, ma un consigliere della coalizione Penne Vale. Inoltre, come dichiaratoci dalla stessa dott.sa Giulia Buccella, non risultano suoi incarichi in corso presso l’ADSU di Chieti-Pescara. Il sindaco Semproni dichiara di aver sostituito la stessa Buccella per i suoi impegni, pur non avendola interpellata in merito e soprattutto non dichiarando che il dott. Marchetti risulta consulente e revisore in ben più aziende (più di 11 gruppi, tra i quali la AIM, come da egli stesso dichiarato nel giugno 2017). Inoltre, lo stesso sindaco richiama gli incarichi fiduciari, vuol asserire che è venuta meno la fiducia nella dott.ssa Buccella? Se sì, per quali motivi? O più semplicemente preferisce sostituire i vertici delle società partecipate con le proprie pedine?”
Così conclude Andrea Vecchiotti: “Mi lascia anche perplesso l’attacco sul tema sociale poiché i sindaci Zaffiri e Semproni hanno deciso, come da noi più volte denunciato, di restare fuori dall’ambito sociale Vestino (per poi farne parte successivamente) proprio durante la fase di programmazione e finanziamento dei vari progetti. Inoltre, il sindaco Semproni conosceva bene la questione Paolo VI poiché l’assessore Tulli dirigeva la sede pennese della fondazione, almeno fino al suo licenziamento (per quali motivi? Riferisca in Consiglio Comunale. Il sindaco Semproni vuol fare a me la morale, ma dimentica di esporla ai membri della sua giunta). Per l’ospedale San Massimo, noi utilizziamo i nostri mezzi di persuasione, arrivando anche allo scontro, all’interno del partito che rappresento per ottenere una situazione quantomeno accettabile per il nosocomio. Il sindaco Semproni e tutto il suo gruppo di maggioranza hanno parlato ed avuto incontri istituzionali con tutti, addirittura con il ministro Lorenzin (vi ricordate il viaggio fuori porta a Roma?) ma non hanno ottenuto alcun risultato (voi stessi dichiarate che presto “chiuderà i battenti”). Che l’irrilevanza politica nella quale versa Penne sia dovuta alla pochezza dei propri amministratori?”