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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – La sconfitta vera della Politica, quella che condanna un territorio alla stentata e avvilente sopravvivenza, è da rinvenire nell’incapacità di prefigurare strategie di lungo respiro che possano degnamente sostenere la crescita di una comunità. L’arroccamento su anacronistiche rendite di posizioni svilisce il ruolo delle istituzioni e scoraggia l’impegno diretto di personalità virtuose, che meglio potrebbero veicolare idee e progetti.

L’area vestiva è uno straordinario esempio di opportunità mancate, di sogni infranti e recriminazioni rimuginate. Autentici tesori buttati al vento: bellezze artistiche e paesaggistiche mai valorizzate, arte culinaria gelosamente custodita nei recinti delle nostre case, artigianato di qualità per nulla supportato e integrato, prodotti agricoli d’eccellenza ancora nel limbo dell’anonimato.

La partenza del Giro d’Italia da Penne può rappresentare l’inizio di una nuova consapevolezza, la speranza di un riscatto possibile per un intero comprensorio ma, non illudiamoci, nulla scaturirà senza sforzo. Occorrono iniziative adeguate e permanentemente strutturate altrimenti, a telecamere spente, rimossi festoni e palloncini rosa, tutto tornerà nell’oblio e si tramuterà in pallidi ricordi che allieteranno serate conviviali nell’attesa di ulteriori occasioni.

Parto da un assioma: viviamo un incredibile ritardo infrastrutturale che ci toglie il respiro e nessun messia verrà da Pescara o altrove a risollevare le nostre sorti. Non è accaduto in passato e non succederà in futuro. Possiamo fare affidamento soltanto sulle nostre risorse umane, sulla tenacia, su una possibile sinergia dei paesi dell’entroterra vestino. Non sarebbe affatto poco.

Un esempio tra i tanti: la strada provinciale che da Penne porta a Farindola e Rigopiano, transitando per Villa Cupoli, è ridotta in condizioni pietose: frane che invadono la carreggiata e minacciano l’incolumità dei passanti, manto stradale percorribile agevolmente a cavallo, erbacce non tagliate che restringono la carreggiata. Una strada? No, un calvario. Speriamo di non doverne riparlare dopo malaugurati incidenti. Noi cittadini dovremmo essere più incisivi, incalzare gli enti preposti, presidiare e rivendicare interventi urgenti, perentori, dovuti. Le municipalità interessate, a prescindere dal colore politico, hanno il dovere di occuparsene con determinazione, battendo i pugni sui tavoli che contano, senza sconti.

Non coltivo fughe dalla realtà o ricette metafisiche. Non è tempo di voli pindarici. Credo però che valga la pena non rassegnarsi, non delegare ad altri quello che spetta al dovere civico di ciascuno di noi. Di indifferenza si può anche morire.

Penne, 21 maggio 2018

Lauro Bifari