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Appare quanto mai opportuna l’iniziativa di una raccolta di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per reintrodurre l’educazione civica come insegnamento obbligatorio in tutte le scuole di ogni ordine e grado. L’iniziativa, lanciata dal Comune di Firenze e appoggiata dall’ANCI, ha ottenuto l’adesione di numerosi Comuni italiani, che hanno anche organizzato banchetti per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di questo tema (nella provincia di Pescara lo ha fatto il Comune di Pianella, che merita un sincero elogio). Occorre ricordare che fu Aldo Moro, il grande statista democristiano sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse quarant’anni fa, ad introdurre per la prima volta l’educazione civica nelle scuole medie e superiori con un decreto ministeriale del giugno 1958 (Dpr 13 giugno 1958 n. 585), emanato in qualità di Ministro della Pubblica Istruzione del governo guidato da Adone Zoli. Nel promuovere quel provvedimento, Moro diede attuazione, con indubbia coerenza, a un ordine del giorno da lui firmato e presentato all’Assemblea Costituente l’11 dicembre 1947, in cui si chiedeva che la Carta Costituzionale trovasse «senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano». Quell’ordine del giorno, fortemente voluto da Moro, fu approvato dall’Assemblea Costituente all’unanimità e con prolungati applausi, a conferma dell’importanza avvertita già allora di una diffusa e capillare educazione delle giovani generazioni ai principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale.

Purtroppo, gli sviluppi più recenti hanno smentito quanto sostenuto da Moro e dagli altri padri costituenti. In particolare, con la legge 169 del 2008 è stato istituito per le scuole di ogni ordine e grado l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, che però è rimasta una materia-fantasma, totalmente inapplicata negli odierni programmi scolastici. Eppure, oggi più che mai si avverte la necessità di un’educazione civica concepita come materia fondamentale e permanente, di fronte al diffondersi di fenomeni come la violenza contro le donne, il bullismo, l’omofobia, il razzismo, la corruzione, l’evasione fiscale, il mancato rispetto dell’ambiente e del patrimonio pubblico. Oggi più che mai, cioè, appaiono attuali e dense di significato le parole di un altro grande padre costituente, Piero Calamandrei, pronunciate di fronte a un gruppo di studenti milanesi il 26 gennaio 1955: «Voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica».