“Aver tagliato ben 446 leggi e disposizioni normative sulle 2.947 in vigore significa aver concretamente semplificato la vita e il lavoro degli uffici e, soprattutto, degli abruzzesi. Parliamo di leggi vecchie di 46 anni, norme ormai cadute nel dimenticatoio, superate, ma spesso non assorbite, da disposizioni successive, che, restando in piedi, hanno solo contribuito ad appesantire l’attività quotidiana del nostro territorio, aumentando solo il volume dei faldoni della burocrazia, senza produrre alcun tipo di vantaggio o di tutela. Quella approvata oggi è solo la prima norma ‘taglialeggi’, da domani gli Uffici regionali riprenderanno il lavoro di esame delle norme emesse dal 1983 al 1992 per predisporre, nel più breve tempo possibile, un ‘taglialeggi bis’”. È il commento del Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, primo firmatario della norma Taglialeggi approvata oggi dal Consiglio regionale.

Nello specifico tutti gli Uffici regionali sono stati chiamati a un lungo lavoro di studio e di scrematura di tutte le norme prodotte tra il 1973 e il 1982, mission dunque condivisa come obiettivo operativo interistituzionale tra i funzionari e dirigenti del Consiglio e della Giunta regionale. Pensiamo che ben 55 leggi tagliate riguardavano leggi di bilancio dal ’73 all’82, ovvero norme che, comprensibilmente ed evidentemente, hanno ormai perso qualunque efficacia e hanno esaurito i propri effetti dopo ben 46 anni. Una cinquantina di norme riguardavano, rispettivamente, il settore Agricoltura e Foreste o gli Enti locali e il Decentramento, anche in questo caso norme che, oggi, in un quadro istituzionale profondamente cambiato, sono state superate dalle norme adottate successivamente. Ovviamente – ha aggiunto il Presidente Sospiri – nel ‘Taglialeggi’ abbiamo anche previsto delle disposizioni cautelative transitorie, che mantengono in essere gli effetti delle norme abolite su vecchie disposizioni contrattuali che, eventualmente, non fossero già concluse. Esaurita questa prima fase, puntiamo ora a un ‘Taglialeggi’ bis con la revisione e l’abolizione delle norme ormai in disuso e inutili inerenti il decennio 1983-1992”.