“Il Terzo ponte sul Saline sarà regolarmente portato a termine e inaugurato dalla Provincia di Pescara e dalla Regione Abruzzo, senza ritardi tecnici e senza intoppi burocratici perché le procedure seguite sono legittime e corrette”. A dirlo è stato il Gruppo consiliare di Forza Italia alla Provincia di Pescara replicando alle affermazioni del consigliere regionale Blasioli. “Dunque per quanto riguarda l’ultimo ponte che nascerà sul Fiume Saline – continua il gruppo consiliare – non ci saranno slittamenti né penali da pagare, per buona pace del consigliere regionale Blasioli che si ritrova a fare i conti con un centrodestra di maggioranza, in Regione e Provincia, che alle vuote chiacchiere della sinistra e del suo PD contrappongono la concretezza dei fatti e la capacità realizzativa che il PD non ha mai avuto”.

La questione è stata sollevata nei giorni scorsi dal consigliere regionale Antonio Blasioli che in sopralluogo ai lavori in corso aveva sollevato un complicato intrigo burocratico che potrebbe mettere a rischio la copertura finanziaria dell’opera. “L’opera – commenta Blasioli – resa possibile da un finanziamento Cipe del 2006, del valore di 15milioni 813mila euro, che ha consentito lo svolgimento fin qui dei lavori. Ma tali somme, evidentemente, non sono state ritenute sufficienti, infatti la Provincia di Pescara con nota del 6 maggio 2019 ha chiesto un ulteriore finanziamento di 3milioni 300mila euro per opere di completamento, complementari e di salvaguardia di opere minori.
Così la Regione Abruzzo, con Delibera di giunta regionale n. 426 del 24 luglio 2019, ha riprogrammato le risorse assegnate alla Loreto Penne per 3.200.000 euro e in data 9 settembre 2019 ha redatto una nuova convenzione con la Provincia di Pescara per la concessione della somma ulteriore”.

A chiarire la vicenda, come riporta il gruppo di Forza Italia, la stessa ANAC in un comunicato dell’8 giugno 2016, per il quale la procedura di aggiudicazione dell’appalto principale dell’opera è avvenuta prima dell’entrata in vigore del Decreto legge 50 del 2016. Il Decreto 163 nello specifico, consente di affidare lavori complementari rispetto al cantiere principale sotto due condizioni: innanzitutto i lavori complementari non possono essere separati sotto il profilo tecnico ed economico dal contratto iniziale e sono strettamente necessari al suo perfezionamento. In secondo luogo, il valore complessivo stimato per i lavori complementari non deve superare il 50 per cento dell’importo dell’appalto iniziale. Le due condizioni sono state strettamente rispettate e quindi l’operato della Provincia è pienamente legittimo.