Un’esperienza importante per la onlus abruzzese “Nonno Ascoltami! – Udito Italia” chiamata a rappresentare l’Italia in occasione dello storico evento che si è svolto a Ginevra, nella sede dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, dove il 4 e 5 dicembre scorsi si è riunito il primo World Hearing Forum, un organismo internazionale voluto proprio dall’OMS per la promozione della salute dell’udito nel mondo.

Obiettivo del Forum è promuovere e sostenere l’attuazione della Risoluzione emanata nel 2017 dall’OMS, la WHA 70.13, sulla prevenzione dei disturbi uditivi che richiede di intensificare la collaborazione tra gli Stati membri e di sviluppare un’azione congiunta per ridurre l’impatto della sordità.

«Un’iniziativa necessaria alla quale siamo orgogliosi di aver partecipato in rappresentanza dell’Italia – ha spiegato la presidente della onlus, Valentina Faricelli -. È fondamentale colmare quella lacuna critica che negli anni ha portato a un preoccupante aumento dei problemi uditivi. Ora finalmente c’è la presa di coscienza dell’urgenza di stimolare una visione collettiva».

Per due giorni a Ginevra si sono confrontati delegati da tutto il mondo: medici, studiosi, associazioni non governative e rappresentanti delle istituzioni.

«Abbiamo avuto l’onore e la responsabilità di essere inclusi tra i membri di questo importante organismo – ha aggiunto Mauro Menzietti, fondatore di “Nonno Ascoltami!” -. Insieme abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione: i disturbi uditivi rappresentano un’emergenza mondiale, di questo non solo c’è consapevolezza, ma anche l’intenzione di porre in atto azione concrete».

Per incentivare la collaborazione tra gli addetti ai lavori, è stato proposto di rinnovare gli incontri tra gli stati membri del Forum almeno ogni due anni. L’incontro di quest’anno ha comunque segnato un traguardo fondamentale. Dopo oltre 70 anni di attese e di silenzio, finalmente i disturbi uditivi verranno affrontati con la forza e le risorse adeguate a una patologia che coinvolge 466 milioni di presone in tutto il mondo, che mette a rischio ogni giorno l’udito di oltre 1 miliardo di giovani a causa di scorrette abitudini di ascolto e che costa ogni anno 750 miliardi di dollari al bilancio mondiale.