PENNE. Eppur si muove! Lentamente ma si muove. Nella giornata di ieri presso la sede ECAD di Carpineto della Nora, ente capofila dell’ambito sociale distrettuale, si è tenuta una riunione per prendere posizione a seguito della protesta pacifica che ha visto sfilare in piazza a Penne i famigliari dei 18 ragazzi disabili gravi che dal venti dicembre scorso sono a casa in quanto il nuovo gestore, la cooperativa, SGS di Lanciano non ha ancora attivato il servizio. 

Alla riunione erano presenti tra gli altri un rappresentate della Fondazione Paolo VI e il comune di Penne.

L’ECAD, alla fine dell’incontro ha dato un ultimatum alla cooperativa frentana fino al 14 febbraio, data ultima per mostre garanzie sull’attivazione del servizio, prima di attivare le procedure previste dal Codice degli Appalti.

In caso contrario, lo stesso ECAD ha fatto esplicita richiesta alla Paolo VI, precedente gestore del centro diurno sociale, di portare avanti il servizio fino a luglio.

A questo punto la Fondazione non si è tirata indietro, ma ha chiesto garanzie sul fatto che questo servizio possa essere continuativo negli anni.

A sbloccare questa situazione, non appena accertato che la cooperativa vincitrice del bando non sia in grado di iniziare la gestione, potrebbe bastare l’aiuto del Comune di Penne il quale dovrà però accollarsi l’appalto e relativi fondi per il socio sanitario.

«L’amministrazione comunale di Penne – ha detto l’assessore alle politiche sociali Lorenza Di Vincenzo – si è attivata raccogliendo le istanze dell’associazione abbattiamo le barriere Onlus e per questo il 17 febbraio prossimo l’attività sarà ripristinata». 

Comunque nei prossimi giorni la Fondazione Paolo VI incontrerà famiglie e amministrazione comunale per avere garanzie e mettere soprattutto nero su bianco ed avere finalmente la fumata bianca per il ripristino del servizio.

«Vorrei ringraziare Donatella Rosini – le parole di Alessia Cacciatore sorella di Gianluca utente del centro diurno sociale – per l’impegno profuso nel trovare in questi giorni una valida alternativa affinché questi ragazzi possano tornare a riprendere le attività».