Anche oggi sono cresciuti i contagi accertati da Covid19 a Penne (Pe), a Civitella Casanova (Pe) e a Castiglione Messer Raimondo (Pe). I sindaci avevano chiesto l’istituzione di una zona rossa, per contenere il diffondersi del virus. La proposta avrebbe dovuto interessare i comuni di Penne ed Elice, nel Pescarese, e Castiglione Messer Raimondo, Montefino e Castilenti, nella Val Fino.

La riapertura, annunciata per domani della Brioni, è stata posticipata di qualche giorno per mancanza di mascherine. Ricordiamo che la Bioni ha siti produttivi a Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova.

La Brioni produce beni di prima necessità? I protocolli non garantiscono rischio zero, ha senso esporre i lavoratori e la comunità comunque a dei rischi?

L’esclusione di Penne dalla zona rossa è legata alla riapertura della Brioni?

Chi ripete ai cittadini di stare a casa, di limitare gli spostamenti allo stretto necessario, fa annunci quotidiani contro le “passeggiate” e contemporaneamente manda i lavoratori in fabbrica, nella migliore delle ipotesi è in malafede. I cancelli delle fabbriche non fermano il virus.

Basta dare uno sguardo ai dati relativi ai contagi in provincia di Brescia e Bergamo, dove è stata negata l’istituzione della zona rossa per tutelare l’interesse economico, la situazione è al collasso; mentre nella provincia di Lodi con l’istituzione della zona rossa e quindi il fermo delle attività produttive non essenziali la curva dei contagi si è schiacciata, il virus rallenta.

Rifondazione Comunista ribadisce quanto dichiarato nei giorni scorsi: chiusura di tutte le produzioni non essenziali e la copertura economica e dei salari con un intervento adeguato dello Stato, per una ragione semplice: contenere il contagio. La salute dei lavoratori e dei cittadini viene prima dei profitti.

Marco Fars. Segretario regionale PRC-SE Abruzzo

Corrado Di Sante, Segretario provinciale PRC-SE Pescara

Gabriele Frisa, segretario cittadino PRC-SE circolo Penne