«Bocciamo la proposta di emendamento “bipartisan” innestato al progetto di legge definito “Cura Abruzzo 2” che prevede un intervento finanziario a favore dei Comuni dichiarati zone rosse». Lo afferma il sindaco Mario Semproni, primo cittadino di Penne, il Comune abruzzese più grande dichiarato zona rossa durante l’emergenza sanitaria, con i 12mila abitanti. «Prima di approvare questa norma, monca e frutto solo di un accordo politico bipartisan – ha osservato il sindaco Semproni – sarebbe stato corretto incontrare le comunità coinvolte. Ho scritto anche al presidente Marsilio per affrontare il tema, ma nessuno ha risposto alla mia richiesta. E come spesso accade, anche questa volta, la politica regionale ha deciso di legiferare senza tener conto delle singole realtà. Ogni Comune, come è facile intuire, sull’emergenza sanitaria, ha problematiche diverse. Il Comune di Penne – ha aggiunto Semproni – è il centro più grande, con i suoi 12mila abitanti, e ha problematiche differenti dopo essere stato “chiuso” per 26 giorni rispetto ai Comuni più piccoli o alla frazione di Caldari nel Comune di Ortona. Chiediamo al Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri di convocare una delegazione di sindaci in Conferenza dei capigruppo e ascoltare le nostre esigenze prima di legiferare: chiedo, pertanto, di rinviare a martedì prossimo la discussione del punto previsto oggi all’ordine del giorno. Sarebbe una scelta dignitosa e rispettosa dei territori. Sulle zone rosse – incalza Semproni – è stato fatto un pasticcio a ogni livello istituzionale. Il provvedimento legislativo abruzzese non è chiaro e non capiamo in base a quali parametri o criteri sia stato assegnato il contributo di 20mila euro destinato a ogni Comune, senza peraltro tener conto del numero degli abitanti, oppure come siano stati programmati gli interventi a favore del tessuto produttivo. Un pasticcio insomma che poteva essere evitato».