Le delusioni sono una di quelle cose nella vita di cui faremmo volentieri a meno, ma che, ahimè, non si possono evitare. Ecosì, non ci eravamo fatti troppe aspettative verso quella che non è mai stata considerata una opportunità, l’unione di tutti i sindaci vestini per difendere un territorio cannibalizzato e dimenticato e la sua sanità, ma la delusione è arrivata comunque. Un incontro, quello di oggi, martedì 7 luglio, che ci lascia ancora lì, senza progredire di un millimetro, e che vede i protagonisti risoluti ad andare col cappello in mano, questa volta ai cospetti del nuovo Manager della Asl di Pescara, per chiedere un intervento risolutore per il San Massimo di Penne. Qualcuno ha parlato di piedi per terra, di un pragmatismo che dovrebbe indurci a cercare di grattare il grattabile ed accontentarci di quello che , inchinati, si può riuscire ad ottenere…ogni osso lanciato dal desco è benedizione divina! Si è cercato di mantenere il timismo dei convenuti a livelli alti, in modo da non cadere in depressione, perchè, santiddio, il fatto che prima o poi inizieranno i lavori di messa a norma di una struttura che sta cadendo a pezzi giorno per giorno, deve indurci a ben sperare…
Neanche i problemi e le criticità tuttora presenti e crescenti nel nosocomio snocciolati in apertura del congresso in questione dal sindaco capofila hanno impressionato e preoccupato un manipolo di primi cittadini non ben informati e, anzi ignari delle conseguenze presenti e future per i loro cittadini. Ignari (gnorri?) da sempre anche degli effetti della potenza di fuoco che un loro atteggiamento diverso avrebbe potuto avere sulle coscienze, ergo sulle scelte , dei politici , amici o nemici che siano…
Quindi hanno tirato fuori dal cilindro un documento unitario in cui si stabilisce di attendere e di organizzare un pellegrinaggio alla volta della Direzione Generale della ASL, sperando nella intercessione del neo promosso Manager.
Certo, le criticità potrebbero e dovrebbero essere risolte da chi ha la responsabilità del corretto funzionamento dell’impresa Asl, ma per il resto solo la politica può fare, la stessa politica che segnali positivi concreti non ne ha mai dati negli ultimi mesi, né negli ultimi anni e nemmeno negli ultimi lustri. Ultimamente il dott. D’Amario, nella stessa aula consiliare ci parlò di una nuova visione del San Massimo, quasi bucolica, descrivendolo come un “albergo diffuso” e definendolo con un neologismo “ospedale di area allargata”….un servizio qui un altrove ed un altro a Popoli o a Ortona…. che più che dare una visione idilliaca del “progetto” sembrava volesse spargere le ceneri di quel che restava del San Massimo su tutta la “Provincia amica”. Qualcun altro , nei giorni successivi abbracciava e diffondeva la buona novella, con un comunicato stampa aggiungendo ,però, l’affermazione che la stessa novella prevedeva per il San Massimo un futuro da OSPEDALE DI BASE. Affermazione che caricava di responsabilità non solo i firmatari ma tutta la maggioranza del governo regionale attuale.
La nostra diffidenza sulle intenzioni, sulla progettazione e la progettualità, sui contenuti, sulla tempistica e sul risultato finale non è certamente campata in aria ma deriva dalla ponderazione e dalla conoscenza dei fatti fin nei minimi particolari , nonché dalle cicatrici lasciateci nel corso degli anni da lanzicchenecchi che , forse , odiano la nostra storia, il nostro territorio la nostra nobiltà ; cicatrici che continuano a bruciare ancora oggi. Solo chi non sente queste sensazioni sulla propria pelle può affronatre le nostre difficoltà con superficialità e fiducia illimitata. Noi non ci riusciamo e fino a quando non saremo smentiti , con nostra somma gioia, dai fatti reali e tangibili, continueremo ad alzare la nostra voce. La nostra Associazione “SALVIAMO L’OSPEDALE DI PENNE” è nata per questo . Solo per questo!

Il Presidente dott. Nicola Spoltore