Con rammarico, ed incredulità, sono qui a scrivervi dopo la decisione del Governo, di chiudere le attività negli impianti natatori, decretata dall’ufficializzazione del DPCM di domenica 25 ottobre. Una decisone governativa che arriva per di più dopo una settimana in cui, gli impianti natatori italiani, hanno avuto oltre 200 controlli da parte dei NAS ed Enti preposti. E proprio gli stessi, non hanno evidenziato alcuna criticità ribadendo quindi, laddove ve ne fosse ancora bisogno, l’eccellente professionalità degli attuali gestori, unita al grande rispetto delle regole di tutte le società ed atleti praticanti. Lo sport insegna ai giovani, fra le altre cose, il rispetto di princìpi e regole e proprio per questo è ancora più difficile comprendere il perché di tale drastica decisione, che va ad interrompere e limitare le nostre attività. Resta di fatto la dolorosa constatazione della realtà della situazione, che mette a rischio le centinaia di migliaia di persone che esercitano a vario titolo nei nostri impianti e nelle nostre associazioni, e mette in serio dubbio il futuro del movimento, se non dovessero arrivare effettivi e concreti aiuti alle gestioni delle strutture. Come già anticipato nelle precedenti comunicazioni, sono già avviati da tempo stretti contatti con tutte le autorità competenti, alle quali si sta spiegando – in maniera ferma – che il mondo del nuoto, non è, non può e non deve essere relegato all’ultima ruota del carro. Servono interventi importanti, per salvare un bene ed un diritto altrettanto importante, lo sport. Il Comitato Regionale è, come sempre, a vostra disposizione.

Il Presidente Cristiano Carpente