Ammonta a 2 milioni di euro il finanziamento erogato dal MIUR all’interno del programma Piano Regionale di Edilizia Scolastica 2018/2020 della Regione Abruzzo, e in particolare per l’annualità 2019, di cui beneficerà la scuola Infanzia e Secondaria di I grado “L. Ciulli Paratore” di Penne. I lavori riguarderanno l’adeguamento sismico, adeguamento impiantistico, eliminazione barriere architettoniche, messa in sicurezza elementi non strutturali, adeguamento antincendio. «Le risorse per interventi di edilizia scolastica per il triennio 2018-2020 – commenta il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli – Sono opera del Governo nazionale di centrosinistra originando dal Decreto Legge 104/2013». A seguito del decreto 104/2013, si legge sul comunicato stampa, la Giunta D’Alfonso pubblicò l’Avviso Pubblico per la formulazione del Piano Triennale Regionale di Edilizia Scolastica 2018/20. L’avviso è stato pubblicato con DGR 216 del 13/04/2018. L’Approvazione della Graduatoria, dividendo per anni (2018-2019-2020) e individuando le scuole assegnatarie del finanziamento anche in base a degli indici emergenziali, risale altresì alla precedente amministrazione regionale di centrosinistra – DGR 551 del 1/08/2018. Prossimo passo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la registrazione della Corte dei Conti che dovrebbe avvenire entro 15/30 giorni e poi la Regione Abruzzo potrà distribuire i fondi agli enti competenti per i singoli Istituti scolastici. «Queste preziose risorse per l’edilizia scolastica – continua Antonio Blasioli – Dimostrano il buon lavoro condotto dal Governo di centrosinistra, responsabile e attento alla necessità di garantire il benessere dei nostri studenti e la loro sicurezza in ambito scolastico. Investire sulla scuola è una priorità e i lavori che partiranno grazie a questo specifico finanziamento consentiranno alle comunità scolastiche di offrire alle nuove generazioni luoghi di formazione sicuri e moderni, per valorizzare sempre più la scuola come fulcro della nostra società, per il presente e il futuro».

Stefano Recanati