Nell’ultimo Consiglio Comunale ho illustrato la mozione avente ad oggetto “l’Urbanismo Tattico” e la sua possibile attuazione tramite l’azione “Pianella 30 subito”. L’urbanismo tattico è la nuova frontiera urbanistica e, per tale motivo, ho voluto che Pianella fosse tra i precursori di tale organizzazione dello spazio urbano. Con l’urbanismo tattico si vuole recuperare la strada come luogo pubblico per eccellenza, un luogo dove incontrarsi, sedersi, camminare e giocare, nella direzione di una gestione della mobilità del terzo millennio. Il centro di Pianella, nonché quello di Cerratina e quello di Castellana, infatti, non possono essere solo aree adibite a parcheggio delle macchine, in quanto va superata l’idea di un conflitto perenne tra utenti della strada: automobilisti contro ciclisti, ciclisti contro pedoni, pedoni contro automobilisti. La strada non può più essere considerata un’assoluta proprietà dell’auto ma deve diventare il luogo di tutti e di ciascuno, in modo da rendere efficace ed effettiva la Zona residenziale, definita dal CdS quale “zona urbana in cui vigono particolari regole di circolazione a protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine”. Quanto sopra evidenziato vale, ovviamente, in particolar modo, per i centri abitati attraversati da arterie stradali più o meno importanti, che spesso assomigliano a piste di velocità. L’urbanismo tattico però non può essere realizzato senza il coinvolgimento dei cittadini e delle scuole; una serie di possibili interventi da realizzare potrebbe essere la seguente: la realizzazione di nuovi marciapiedi, piccole isole lungo le strade, su terreni anche comunali, per esempio adiacenti le vie dei Platani in Cerratina e Via Papa Giovanni XXIII in Castellana, nonché in Via Borgo Carmine a Pianella, sotto il grande albero. Si tratta di luoghi che invitano alla sosta, spazi colorati e vivi, con fioriere e parcheggi per biciclette e monopattini, anche se questi ultimi sono da attenzionare, poiché, mancando una loro disciplina nel Codice della Strada, e spesso essi sfrecciano senza controllo nei centri urbani dei paesi. Uno dei primi passi per raggiungere l’obiettivo finale del progetto è quello della riduzione della velocità da 50 a 30 km/h nei centri abitati, anche con la collaborazione della Provincia di Pescara, Ente proprietario di talune arterie stradali. Tutti gli studi dimostrano, infatti, che, portando da 50 a 30 Km/h la velocità massima consentita, i tempi di percorrenza cambiano poco, in compenso aumenta la qualità della vita e si riduce sensibilmente il rischio di incidenti; così facendo, gli anziani e i bambini si sentono più sicuri, i ragazzi godono di maggiore tutela anche per andare a scuola, ed i commercianti sono più contenti. Tale misura permette inoltre a ciclisti, pedoni, automobilisti e motociclisti di condividere la strada in sicurezza, dati alla mano, infatti, un impatto a 50 km/h risulta letale per un pedone nel 70% dei casi, mentre a 30 km/h le possibilità di sopravvivere schizzano al 90%. Questa idea delle Zone a 30 km/h, nata negli anni ’70 nel Nord Europa, ci tengo a sottolinearlo, sta finalmente diffondendosi sempre di più anche in Italia; con queste iniziative, dunque, si renderebbe Pianella meno inquinata, meno rumorosa, meno pericolosa e quindi più bella, vivibile, accessibile e realmente inclusiva.

Tuttavia, nonostante l’interesse del Comune di Pianella a portare avanti tale indirizzo, anche quale Città Slow, per migliorare la qualità della vita e, quindi, rendere la vita dei cittadini e degli avventori più felice, i Consiglieri di Maggioranza, con l’astensione di un Consigliere di Minoranza, hanno dato voto non favorevole. Solo 5 Consiglieri hanno votato a favore. Tralasciando possibili considerazioni circa l’incomprensibilità di quanto accaduto, ringrazio, comunque, chi ha capito lo spirito dell’iniziativa ed ha dato sostegno, attraverso il voto favorevole, ad un progetto teso a migliorare la sostenibilità delle nostre aree urbane.