Il Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri

“Massima attenzione delle Istituzioni regionali nei confronti del ‘caso’ Brioni, un patrimonio produttivo non solo per Penne e per tutta l’area vestina, ma per l’intero Abruzzo. Il nostro territorio non può certamente perdere un’azienda di tale rilevanza, sia in termini di occupazione, che di economia che di immagine, siamo certi che non accadrà e che anche sul fronte dei cosiddetti esuberi, grazie anche alle sollecitazioni pervenute dal Presidente della Provincia di Pescara Antonio Zaffiri, dal consigliere comunale e provinciale Emidio Camplese e dai sindaci del territorio vestino, si riuscirà a trovare una perimetrazione idonea per non lasciare a casa madri e padri di famiglia in un momento storico drammatico, ma del resto il dialogo aperto e costruttivo già aperto anche con le sigle sindacali ci aiuterà ad andare verso una soluzione condivisa a tutela innanzitutto dei lavoratori”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri commentando la vertenza dell’azienda Brioni-Roman Style.

“Era immaginabile che una pandemia mondiale come il Covid-19, che ormai dal febbraio 2020 tiene prigioniera la nostra stessa economia, potesse avere ripercussioni e conseguenze sul sistema produttivo – ha sottolineato il Presidente Sospiri -. Consideriamo che l’emergenza sanitaria ha paralizzato i colossi mondiali, le firme più prestigiose, ha bloccato lo stesso circuito cinematografico, buona parte del quale si serviva della nostra Brioni. Che però non significa che siamo dinanzi all’ineluttabile e che non resta che rassegnarci, tirando tutti i remi in barca. Tutt’altro: oggi disponiamo di misure e strumenti che un anno fa non avevamo e che ci aiuteranno a ripartire, oggi abbiamo vaccini, abbiamo nuovi farmaci e protocolli per salvare più vite, oggi abbiamo una diversa consapevolezza che ci consentirà di riaprire i nostri mercati e di riprendere la nostra quotidianità in sicurezza. E questa ripartenza sicuramente riguarderà in primis le nostre aziende, specie quelle in cui la parola d’ordine è qualità, come nel caso della Brioni. A oggi partiamo dal dato numerico inerente i 320 esuberi sul personale, tra i quali ci sarebbero però 80 unità che possono andare in pensione, dunque ci sono almeno 240 posti di lavoro concreti da salvare e su questo l’attenzione della Regione, che già ieri ha partecipato al tavolo di crisi, è massima. Ora vogliamo capire quali sono le proposte dell’azienda sul nuovo asset organizzativo, che vedrebbe la ricollocazione del personale nuovamente formato, quel che è certo è che il nostro entroterra vestino non dovrà rinunciare alla presenza della Brioni-Roman Style che è una risorsa straordinaria per tutta la regione, se non per il centrosud-Italia”.